
15 AprGiove, Europa e le macchie del Sole
Una notte conGiove, poi l’alba col Sole
Ci sono sessioni di osservazione che nascono quasi per caso, quasi come un pretesto, e finiscono per regalarti qualcosa di inaspettatamente bello. Quella dell’8-9 aprile è stata una di queste. L’obiettivo dichiarato era semplice: tenersi in allenamento, rodare il setup, prepararsi mentalmente a quello che dovrebbe essere, “se tutto andrà per il verso giusto”, uno degli eventi astronomici più spettacolari di quest’anno: l’eclissi solare totale visibile dalla Spagna il12 agosto 2026.
Ma nel cielo di queste giornate di inizio primavera, basso sull’orizzonte ovest nelle prime ore di buio, c’era Giove. E Giove, si sa, non si rifiuta mai.


Nei fotogrammi si distinguono chiaramente le due fasce equatoriali brune —laNEB(North Equatorial Belt) e laSEB(South Equatorial Belt)— che sono la firma visiva inconfondibile del gigante gassoso. Il colore caldo, quasi ambrato, è reale: è la luce solare riflessa dall’atmosfera di idrogeno ed elio, colorata da tracce di ammoniaca, zolfo e composti organici complessi.
Europa: un punto di luce che vale miliardi
Nell’immagine con la scritta “Giove + Europa” si vede chiaramente il piccolo disco luminoso della luna galileiana a sinistra del pianeta. Europa è la più piccola delle quattro lune galileiane, scoperte da Galileo Galilei nel 1610, eppure forse la più affascinante in assoluto: sotto la sua superficie ghiacciata si nasconde un oceano di acqua liquida che potrebbe ospitare forme di vita.La sonda spaziale Europa ClipperdellaNASA è già in viaggio verso di lei.
Vederla da qui, a centinaia di milioni di chilometri di distanza, come un punto di luce appena distinguibile accanto alla maestosità di Giove, mette in prospettiva tutto il resto.
Nota tecnica — Giove 8-9 aprile 2026
Giove si trovava ancora abbastanza alto sull’orizzonte nelle prime ore serali, offrendo una finestra di osservazione accettabile nonostante il seeing primaverile non fosse dei migliori. Le immagini mostrano una risoluzione sufficiente a distinguere le bande principali e il satellite Europa. La vignettatura circolare in alcune riprese è caratteristica dell’oculare/fotocamera utilizzata con il telescopio.
Il mattino dopo:le macchiedel Sole
La sessione notturna si è prolungata idealmente nel mattino successivo con un target completamente diverso ma altrettanto coinvolgente: il Sole. E il Sole, in questo periodo di massimo solare, non delude.

Nell’immagine del limbo solare si vedono con grande chiarezza alcunemacchie solari— regioni della fotosfera dove l’intenso campo magnetico inibisce il trasporto convettivo del calore, abbassando la temperatura locale di circa 1500°C rispetto all’ambiente circostante (da ~5800 K a ~4300 K). Da qui il loro aspetto scuro, anche se sono comunque oggetti incandescenti: se si potessero isolare nel cielo notturno, sarebbero abbaglianti.
Si riconoscono bene laumbra(il nucleo più scuro al centro) e lapenumbra(l’alone più chiaro che la circonda),strutture filamentose che seguono le linee di campo magnetico. Nella parte inferiore del disco, la luce intensa dellafacola— regione più calda della media — contrasta con il bordo scuro del limbo.
Fotografare il Sole è come fotografare un essere vivente. Ogni giorno è diverso, ogni sessione racconta qualcosa che non sarà più replicabile.
| Ciclo solare attuale Ciclo 25/ massimo ~2025-26 | Struttura visibile Macchie + facole/ limbo |
| Temperatura umbra ~4.300 K (Kelvin)vs 5.800 K fotosferico | Filtraggio Baader/ filtro solare ND5 |
Il seeing conta, anche di giorno
Una cosa che si impara presto con la fotografia solare è che ilseeingdiurno è spesso il vero nemico. La turbolenza atmosferica generata dal calore del terreno e degli edifici nelle ore centrali della giornata può degradare completamente la risoluzione. Le immagini migliori si ottengono nelle prime ore del mattino, quando l’atmosfera è ancora più stabile.
Questa sessione, scattata in mattinata, lo conferma: la struttura delle macchie è risolvibile con dettaglio soddisfacente.
Verso l’eclissi del12 agosto
Queste sessioni hanno un sottotesto preciso: prepararsi. Il12 agosto 2026una fascia stretta di totalità attraverserà la penisola iberica, toccando la Spagna meridionale con una durata di totalità che potrà superare i2 minuti e 20 secondiin alcune zone. Sarà la prima eclissi solare totale visibile dall’Europa meridionale dopo quella del 1999, e presumibilmente una delle più seguite di sempre.
Se si riuscirà ad essere lì, in zona di totalità, ci si troverà di fronte a uno degli spettacoli più irripetibili che la natura offra: la luna che copre perfettamente il disco solare, la comparsa della corona solare, il calo rapido della temperatura, le stelle visibili di giorno, gli animali che si comportano come se fosse notte.
Nel frattempo, ci si prepara. Si impara a gestire il setup solare. Si prova la messa a fuoco sul limbo. Si studia il comportamento delle macchie durante il ciclo solare. Si calibra l’occhio e la macchina fotografica. Perché quando arriverà il momento —in quei 140 secondi circa di totalità— non ci sarà spazio per incertezze.
Dati eclissi 12 agosto 2026
Tipo: Eclissi solare totale Fascia di totalità: Groenlandia, Islanda, Spagna (Granada, Valencia, Maiorca), Isole Canarie, Algeria, Tunisia Durata massima totalità: circa 2 min 18 sec (zona costiera spagnola) Copertura parziale in Italia: sì, ma senza totalità — solo dall’estero si godrà l’evento completo
Se ci sarà l’occasione di spostarsi in Spagna, questa è la tipologia di evento per cui vale il viaggio. Altrimenti, anche dall’Italia si potrà seguire un’eclissi parziale significativa — ma sarà tutta un’altra cosa, vedremo…
Fotografare un’eclissi totale non è come fotografare qualsiasi altra cosa. È il momento in cui l’astronomia smette di essere intellettuale e diventa viscerale.
Il setup e qualcheriflessione



Sessioni come questa insegnano una cosa soprattutto: la continuità conta. Non è la singola notte perfetta, quella conseeingeccezionale, il pianeta allo zenit, il cielo sgombro, a fare di un astrofotografo un astrofotografo. È l’abitudine di uscire, guardare, fotografare, sbagliare, correggere.
Le immagini di Giove di questa sessione non saranno le più dettagliate mai scattate. Ma sono mie, sono reali, e mostrano cose vere: le fasce, le lune galileiane, la rotazione continua di un sistema in costante movimento a 600 milioni di chilometri da qui. C’è qualcosa di profondamente soddisfacente in questo, per me si !!!
E il Sole, con le sue macchie visibili a occhio nudo solo con il filtro, ricorda che anche la nostra stella è un oggetto dinamico, complesso, in piena attività. Non uno sfondo, ma un protagonista.
Il conto alla rovescia per agosto è ufficialmente cominciato.

